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- Gerard Herm, "Il mistero dei celti". Garzanti editore
Un libro utile per chi desideri avere un'idea generale del popolo celtico. Herm riporta delle informazioni interessanti ed è visibilmente affascinato dall'argomento, ma compie l'errore di prestare orecchio a "voci di corridoio", notizie troppo congetturali ed altre ormai da tempo superate, in una mistura non troppo gradevole. D'altro canto, l'autore non è un celtista come ad esempio
Jean Markale: ha già infatti pubblicato un libro informativo sui Fenici. E' chiaro che le sue fonti di documentazione devono essere abbastanza grossolane e non troppo specifiche.
In altre parole: leggerlo è sicuramente un'esperienza costruttiva. Solo, non dategli troppa retta, specialmente nei dettagli.

- Jan Filip, "I Celti alle origini dell'Europa". Newton & Compton editori
Oltre al prezzo decisamente invitante (£4.900) , il libro di Filip è molto affidabile in quasi tutto il suo contenuto. Si basa essenzialmente sulle ricerche condotte personalmente dall'autore, un archeologo, e sulle fonti classiche- che, ahimè, non sempre sono troppo aderenti al vero.
Si concentra decisamente sull'area dell'Europa centrale, ma non manca di citare aree più "classiche", come quelle irlandesi. Descrive efficacemente la vita quotidiana, materiale dei Celti, grazie anche all'esperienza dell'autore, con un buon grado di precisione. Ha anche un apprezzabile apparato illustrativo.

- "Tàin Bo Cuailnge" (o La grande razzia). Diversi editori, con diversi titoli.
L'edizione qui citata è quella Adelphi, da me giudicata la migliore per quanto riguarda l'aderenza al testo originale tra quelle che ho letto.
Da leggere, ad ogni costo.
Il Tàin Bo è una sorta di "collage letterario" tra prodotti di epoche e culture diverse, e, sebbene l'idea principale risale ad epoche precedenti la cristianizzazione dell'Irlanda, il libro si presenta come una narrazione abbastanza disorganica che raccoglie brani scritti nel settimo- ottavo secolo d.C. ad altri del dodicesimo, con inevitabile diversità stilistica annessa.
Celate qua e là in questa opera si trovano miriadi di informazioni sulla vita dei Celti e degli irlandesi in particolare, molte delle quali non sono ancora state comprese appieno. L'efficace apparato di note della curatrice contribuisce notevolmente alla comprensione del testo.

- "Saghe e leggende celtiche" a cura di G. Agrati e M.L. Magini, cofanetto di due libri. Mondadori editore.
Un'interessante raccolta di miti provenienti sia dal Galles che dall'Irlanda: viene presentato il ciclo dell'Ulster, attraverso la figura di Cù Chulainn come comune denominatore dei racconti, ed inoltre è presente anche il Mabinogi gallese. Manca tuttavia un apparato di note, e la lettura del cofanetto è superflua se si dispone di "Saghe e racconti dell'antica Irlanda", delle medesime autrici, e di "I miti celtici" di T.W. Rolleston. Entrambi i libri sono qui presentati.

- "Saghe e racconti dell'antica Irlanda", a cura di G. Agrati e M.L. Magini, cofanetto di due libri. Mondadori editore.
In questi due libri viene presentato un gran numero di leggende irlandesi, dal Ciclo delle Invasioni fino ai più recenti racconti permeati di influssi cristiani, con note non ampissime ma comunque utili e un glossario finale.

- "I miti celtici", di T.W. Rolleston, Longanesi editore
Il volume, un po' costoso, è però quanto di più ricco io abbia trovato per quanto riguarda il numero di miti- qui miscelati con poesie, tradizioni e leggende, difficili altrimenti da reperire- presentati; unici difetti sono i nomi anglicizzati e la forma del tutto, che è un riassunto dell'autore anziché attenersi ai testi originali. Utilissimo.

- "Tradizioni celtiche" di Ward Rutherford. Neri Pozza Editore.
L'autore è un giornalista di una certa età, che ha deciso recentemente di dedicarsi alla divulgazione storica. "Tradizioni celtiche" si presenta come un libro informativo sulla cultura celtica particolarmente nei suoi lati "druidici", con una introduzione ricca di informazioni sui Celti in generale e una trattazione del druidismo, certo non particolareggiata come quella di Markale, ma comunque interessante e complementare alla lettura de "Il druidismo".

- "La religione degli antichi Celti" di J.A. MacCulloch, Neri Pozza Editore
Non bisogna aspettarsi troppo da questo libro, essendo stato scritto quasi un secolo fa: molte delle informazioni che riporta sono nettamente superate, ma ciò nonostante contiene dati degni di nota, ed inoltre è stupefacente come MacCulloch non solo sia riuscito a pensare con una mentalità aperta per il suo tempo, precorrendo molte ipotesi ben più moderne, ma soprattutto a superare (in certi punti, almeno) anche il bigottismo che gli sarebbe potuto derivare dalla sua carica ecclesiastica. Che poi si metta a disquisire sulle razze ariane e pre- ariane, glielo si può perdonare.

- "I Celti", di Paul-Marie Duval, Biblioteca Universale Rizzoli
Un libro senz'altro interessante per chiunque sia un fanatico dell'arte: sconsigliato a tutti gli altri, in quanto senza dubbio straripante di nozioni, ma si troppo specialistiche per chi (come me) non ha una solida preparazione artistica.

- "Il Druidismo" di Jean Markale, Edizioni Mediterranee
Nessuno che voglia capire davvero chi fossero i druidi e quale fosse la loro dottrina può ignorare questo libro, sul quale baso molte delle mie convinzioni e che reputo una vera bibbia del genere. Markale non dà adito a tesi grossolane o misticheggianti, e prova sempre ogni sua singola parola (eccetto che nel capitolo finale, dove si lascia andare a supposizioni un po' ardite). E' informatissimo e credibile al cento per cento.
Necessariamente, da leggere.

- "Il Segreto dei Druidi", di Peter Berresford Ellis, Casale Monferrato, Ed. Piemme, 1997
In questo libro Ellis traccia un ritratto il più possibile preciso e completo di questi misteriosi personaggi, avvalendosi sia delle fonti "classiche" (Cesare, Posidonio, Strabone, ecc.), studiando e comparando manoscritti originali e libri recenti sull'argomento ma anche delle più recenti scoperte archeologiche. Il risultato è un'opera completa, puntuale nelle osservazioni e nelle critiche, che prende in considerazione tutte le possibilità senza che una escluda l'altra: adatta sia ai dilettanti che agli studenti che agli esperti, poiché è sia un libro di consultazione, di studio o di aggiornamento.
È scritto in un linguaggio chiaro, lineare ma non scadente, ogni tesi e opinione è argomentata in modo molto particolareggiato.
Di particolare interesse sono gli ultimi due capitoli: "La sapienza dei druidi" e "Riscoprire i druidi". In appendice si trovano una corposa bibliografia, dove le opere tradotte in italiano vengono segnate, e un indice dei nomi completo . Assolutamente da leggere, sia come "primo libro sull'argomento" sia come
opera di aggiornamento. Io consiglierei di tenere d'occhio le pubblicazioni di quest'autore, perché è il più eminente studioso di celti dell'Inghilterra, premiato con l' Irish Post, presidente della fiera del libro in lingua celtica e nel 1987 è stato nominato Bardo del Gorsedd di Cornovaglia, quindi scrive con una certa... cognizione di causa.

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IMPORTANTE: Chiunque abbia letto un libro sui Celti e desideri segnalarmelo e/o recensirlo, può contattarmi al mio indirizzo nicolo.moscatelli@tin.it e sarò lieto di collaborare!
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