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Poul Anderson é nato negli Stati Uniti da genitori scandinavi. Laureato “Magna cum Laude” in Fisica all'Università del Minnesota nel 1948, ha in seguito scelto l'attività di scrittore. Il suo primo racconto apparve nel 1947 su “Astounding”, la rivista di John Campbell; sino ad oggi ha pubblicato una cinquantina di libri di argomenti vari e circa 250 racconti, per la maggior parte di fantascienza, vincendo 5 premi Hugo e 2 Nebula.

AUTORE

Poul Anderson

TITOLO

La Spada Spezzata

EDIZIONE

Editrice Nord

Poul Anderson, prima che uno scrittore di fantasy e fantascienza, é un fine conoscitore della storia e delle saghe nordiche, retaggio delle sue origini scandinave.
Tutte queste influenze e questa sua eredità, la troviamo in questo romanzo; il mondo descritto ne "La Spada Spezzata" è cupo, crudele e nebbioso: i vichinghi, ancorati agli dei pagani che dimorano ad Asgard stanno lentamente convertendosi al Cristo Bianco; il mondo di Faerie è destinato a scomparire, perché coloro che non credono alle fate non riescono più a vederle. Ma, nonostante tutto, la magia degli Aesir, dei Vanir, degli elfi e dei troll è ancora forte, capace di tremende vendette e sortilegi malvagi. r' con questo background che Anderson ci racconta la storia di Skafloc, figlio di un sanguinario, ma a suo modo ammirevole vichingo, che viene scambiato nella culla da Imric, principe degli elfi di Inghilterra: Imric vuole allevare il bambino umano, perchè egli può maneggiare armi di ferro (cosa impossibile agli abitanti di Faerie, che ne rimangono ustionati). Al suo posto egli depone Valgard, figlio suo e di una schiava Troll, reso uguale al bambino umano grazie alla magia. Così, mentre Skafloc cresce fra gli elfi di Alfheim, bellissimi ma amorali, che gli insegnano a combattere, a tessere incantesimi, ma non ad amare, Valgard cresce fra i vichinghi, dimostrandosi istintivamente crudele e malvagio.
Valgard viene spesso preso dalla berserkergang, la furia omicida dei guerrieri vichinghi, ed è in preda a questa che egli uccide i suoi fratelli e suo padre, manovrato da una strega che vuole vendicarsi dei vichinghi che le hanno sterminato la famiglia.
Finisce addirittura per rapire le bellissime sorelle, per consegnarle al re dei Troll, in modo da ingraziarselo e diventare un principe di quella razza orrenda. È a Trollheim che Skafloc e Valgard si scontrano la prima volta, il primo alla guida di una schiera di elfi scorridori, e nella battaglia che segue egli riesce a liberare Freda (l'altra sorella viene uccisa da Valgard) di cui si innamora.
Il libro è un susseguirsi ininterrotto ed appassionante di battaglie, duelli, rapporti incestuosi, tradimenti e inganni, nella migliore tradizione dell'epica nordica; al centro della vicenda sta la spada magica e malvagia Tyrfing, spezzata a suo tempo da Thor e unica speranza per gli Aesir di vincere la battaglia finale di Ragnarok contro i giganti di Jotun. Skafloc è destinato a farla riforgiare e ad usarla per salvare gli elfi dai troll invasori, aiutato nientemeno che dai Tuatha De Dannan, i mitici eroi Irlandesi.
Come qualcuno di voi avrà notato, in questa storia ricorrono temi comuni a molte storie tolkieniane, come quelle di Turin Turambar o dello stesso Aragorn; in fondo entrambi si sono ispirati alle saghe nordiche, solo che Anderson lo fa con maggiore aderenza storica, senza inventare un mondo, ma dicendo a chiare lettere che il mondo dove si svolgono gli eventi è il nostro. Niente però toglie originalità a questa magnifica storia, che si legge tutta d'un fiato, tanto bene è scritta; sebbene la sua cupezza e crudeltà la rendano una storia decisamente pessimista e non certo a lieto fine.
Un classico del Fantasy che vi farà assaporare i miti nordici, o meglio, vi farà dare (appena) uno sguardo su di essi. Vi confesso che dopo aver letto questo libro, sono andato alla ricerca di testi su questi miti, per l'appunto, ed é stato un piacere ritrovarli intatti... I 2 protagonisti, ricalcano molto bene l'idea dell'eroe (o antieroe?) nordico e gli altri personaggi vestono bene il loro ruolo, tanto da renderli 'storici'; la 'crudezza' delle situazioni, da una sferzata in più in questo senso.
Per me, più che essere un libro fantasy ad ispirazione nordica, é un romanzo sui miti nordici, con una lieve influenza fantasy... ma in fondo il fantasy non nasce dai miti? Musicalmente parlando, sarebbe come dire che il jazz ha una certa influenza dixieland...

Recensione di Silvio

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