|Consigli per una lettura fantastica |Indice degli Autori |Indice delle Opere |La biblioteca di Leisha |La pasticceria di Leisha|Nuvole Fantasy|Cartoline dalla Fantasia|Il sentiero nascosto|
La saga dei Belgariad è stata da più parti accostata al capolavoro di
Tolkien, Il Signore Degli Anelli: sebbene il paragone non si possa dire
blasfemo, non si può nemmeno dire che l’opera di Eddings sia, come qualità
generale, pari al colosso Tolkeniano.
L’opera, divisa in cinque libri, racconta dell’Orb, la mitica gemma
senziente donata all’occidente da un benevolo dio, l’unica abbastanza
potente da contrastare il potere di Torak, il Dio maligno, dal volto sfigurato,
che domina l’oriente. La gemma viene sottratta al trono del regno di Riva,
dove giaceva da millenni, affinché, con il suo potere, risvegli Torak,
dormiente da millenni per impedirgli di recare dolore all’umanità.
Belgarath, l’uomo eterno, e sua figlia, Polgara la maga, erano i guardiani
supremi della gemma ma erano passati secoli dall’ultima volta che si era
sentito parlare di loro. Così, quando un vagabondo, una cuoca di un infimo
villaggio e un ragazzino orfano fin dalla più tenera età si mettono in viaggio
nessuno si preoccupa di loro…
La trama ha un ritmo costante, ciò nonostante non mancano colpi di scena e
spunti sagaci: Eddings distribuisce con saggezza pochi dettagli alla volta senza
mai perdere di vista l’obiettivo principale e tenendo ben nascosto il congegno
narrativo che muove tutta la vicenda, guidando il lettore in un dedalo di
domande che si risolveranno solo quando l’Autore lo deciderà. Questo è ciò
che si può dire della trama in un contesto più periferico, più attinente al
singolo libro: a livello globale, infatti, l’opera risente di una linearità
troppo marcata, che rende semplice ai lettori più esperti del genere fantasy
intuire dove l’Autore vuole andare a parare e, in effetti, i personaggi che
fanno parte del “gruppo cardine” sono stereotipati e le loro azioni sono
facilmente prevedibili. Anche se sembra un controsenso, quindi, i singoli
romanzi si lasciano apprezzare per le novità ed i colpi di scena, ma acquistano
prevedibilità non appena il lettore riesce a formarsi un quadro di insieme. È
quindi spontaneo domandarsi la ragione di un così grande successo del ciclo, ma
la risposta è senz’altro nella “confezione” di questi romanzi, arte nella
quale Eddings eccelle.
Lo stile è di una scorrevolezza incredibile, i dialoghi sono sempre
intelligenti e sagaci, ogni personaggio ha un registro appropriato, la lettura
non è mai appesantita o noiosa, anzi la sua semplicità lo rende così poco
faticoso da rendere difficile l’interruzione della lettura.
Purtroppo Eddings sembra soffrire del “complesso di Tolkien”: vive nella
sua ombra, ne ricalca gli schemi e in parte le vicende. Tutta l’opera è
effettivamente permeata da un senso di deja-vù, o meglio, di “già letto”
che non è propriamente piacevole. Mettiamola così, Eddings non inventa nulla
ma ha uno stile inconfondibile e bellissimo; probabilmente se fosse tanto
geniale nel creare la storia quanto lo è nello scriverla saremmo di fronte al
più grande scrittore della letteratura moderna.
La Saga di Belgariad | La Saga dei Mallorean
Altri romanzi di ispirazione tolkieniana
![]()
La
saga dei Mallorean, naturale continuazione del ciclo dei Belgariad inizia
qualche anno dopo la fine delle vicende che hanno portato alla morte di Torak e
alla relativa tranquillità del mondo occidentale; dopo il successo della prima
saga Eddings si rigetta nella narrazione delle avventure di Belgarath e
compagnia.
L’opera questa volta racconta dello scontro finale tra le due profezie che
determineranno il corso futuro dell’universo intero attraverso i rispettivi
“campioni”, da una parte Garion, il figlio della luce, e dall’altra
Zandramas, il figlio delle tenebre, la cui identità è praticamente
sconosciuta.
Rispetto al primo ciclo, purtroppo, la qualità narrativa è nettamente
inferiore. I personaggi patiscono una sorta di “plasticità”: non solo sono
quasi gli stessi della prima vicenda, ma non hanno nemmeno quella crescita
tipica dei romanzi di questo genere, quella sorta di evoluzione interiore che
cammina di pari passo con quella esteriore. Se a questo aggiungiamo che da
sempre i personaggi di Eddings sono piuttosto stereotipati (il cavaliere forte e
coraggioso, la bella principessa, il mago, lo scaltro smilzo…), si vede bene
come la “plasticità” risulti accentuata. Il fatto che i protagonisti
debbano seguire fedelmente una precisa linea d’azione dettata dalla propria
profezia non contribuisce certo a rendere più movimentato il libro: se nel
primo ciclo si riusciva a intravedere solo a livello generale l’opera, qui si
riesce a capire abbastanza presto dove l’Autore ci vuole portare: a volte,
sono addirittura i personaggi stessi a dare voce alla propria sensazione di
deja-vù, come se si sentissero obbligati a ripercorrere le stesse tappe della
prima vicenda. Tutto questo non conferisce certo all’opera una grande
originalità.
Lo stile è quello solito di Eddings, molto scorrevole e piacevole, pure se un
po’ meno frizzante del solito e con meno tocchi di classe. Ma, d’altra
parte, non tutte le ciambelle riescono col buco. La trama è veramente banale e
il finale più che scontato, in definitiva nettamente inferiore alla prima saga.
Un ultimo appunto se lo merita la casa editrice, la Sperling in edizione
Paperback: ho dovuti sostituire tutti i primi quattro libri, il terzo
addirittura due volte, perché stampati con parecchie pagine mancanti, mentre
l’ultimo è semplicemente introvabile, tanto che me lo sono dovuto far
prestare.
La Saga di Belgariad | La Saga dei Mallorean
Altri romanzi di ispirazione tolkieniana
![]()
|Consigli per una lettura fantastica |Indice degli Autori |Indice delle Opere |La biblioteca di Leisha |La pasticceria di Leisha|Nuvole Fantasy|Cartoline dalla Fantasia|Il sentiero nascosto|